non ho memoria!!!

Ho avuto questa amara certezza…L’altro ieri pomeriggio sul treno verso Ostia finivo il mio romanzo; quindi al mio arrivo a casa, dopo aver cenato ma subito prima di andare a dormire la missione era quella di trovare un altro romanzo… E ai miei occhi appare lui… Un bel tomo con la copertina iridescente… Un bel vestito messo forse ad invogliami alla lettura.
E’ un thriller di quelli che piacciono a me, con tanto di serial killer serio e brutale.

Ieri mattina arrivata sul treno inizio il nuovo romanzo spogliato del suo vestito…

La trama è interessante ma come dire… c’è qualcosa che non mi torna; una specie di déjà vu… La firma che il serial killer utilizza per far ritrovare i corpi ha qualcosa di conosciuto… Non ci penso più di tanto, ma quando nel libro appare IL serial killer sotto le spoglie di uno che aveva vanificato un tentativo di rapina in una banca… Allora no! Questa storia l’ho già letta… E quando sono andata avanti a leggere pagine a caso… e poi ho letto la fine il dubbio si è sciolto come un cono gelato al sole della mia amata Sardegna… Si è risolto il mistero (e anche quello del serial killer)…

 

 

Non avevo riconosciuto il vestito sbrilluccicoso del libro che tanto mi aveva già ammaliato mesi fa.Starò invecchiando????

 

 

riscoperta…

Ora, arrivando al lavoro con i mezzi pubblici, ho tempo per leggere. Mi mancava tantissimo… La sensazione del tocco delle pagine, la consistenza della carta, il carattere della scrittura, il mio segnalibro con gatti sparsi, il riuscire a concentrarsi ed entrare letteralmente dentro al libro e alla sua storia nonostante le persone e le loro chiacchiere. E nonostante la musica proveniente dagli mp3 che, pur se ben inculcati nelle orecchie di chi li possiede, diffondono musica anche ai vicini.
Il dare un volto e un’essenza ai personaggi… E vivere con loro l’evolversi della storia…
Tutto questo mi mancava. L’ho finalmente ritrovato. Ed è stato come ritrovare un sapore dimenticato, un’emozione messa da parte che all’improvviso si manifesta…
Anche queste emozioni di lettura, oltre a tante altre cose, le devo al nuovo lavoro. 

….
.
!
7

lettera

Ho ricevuto un sms da parte di un’amica di cui avevo perso i contatti…

Ti sembrerà strano ma vorrei tornare a scriverti lettere vere e non sms. Mi mandi il tuo indirizzo? Caterina

La sua prima lettera è già arrivata. Ho ritrovato la sua scrittura un po’ storta, piccola e disordinata. Mi è tornato in mente l’anno trascorso in Florida in cui le sue lettere, insieme a quelle di altri amici e di alcuni parenti, mi hanno tenuto compagnia.

Durante la mia adolescenza avevo molti amici di penna, in Italia e nel mondo. E quasi ogni giorno arrivava una lettera. Era elettrizzante rientrare dalla scuola e trovare sulla mia scrivania una o più lettere con francobolli diversi e colorati. Con scritte in inglese, francese, arabo, spagnolo, portoghese, tedesco e perfino giapponese…

E ora si ricomincia! Grazie Cate!!!!!!

S.t.S.

ovvero… Solidarietà tra Segretarie.

O forse dovrei dire Assistenti.

 

Fatto è che, da poco meno di un mese, ho iniziato il mio nuovo lavoro.

La società in cui lavoro come Segretaria di Direzione è un colosso italiano. Un calderone grande e capiente. Dispersivo e macchinoso.

Con procedure cervellotiche e complicate.

 

Però… in tutto questo marasma inconcepibile e difficile da “individuare” c’è una luce.

 

Luce è quando ci si sente tra colleghe-Segretarie-Assistenti.

 

Tutto diventa semplice, comprensibile. Quasi come se fosse la cosa più naturale. Anche le richieste più bislacche hanno una soluzione.

 

Le conversazioni iniziano sempre con “Buongiorno. Sono Lorella l’Assistente del Dott. XXX. Mi chiedevo se può aiutarmi”

La risposta veloce come uno scatto atletico è sempre la stessa “Dai diamoci del tu. Tra segretarie…”

 

Da quel momento in poi tutto è in discesa: prenotare sale riunioni, trovare proiettori, fissare appuntamenti con capi impegnatissimi.

 

E, per un paio di volte, anche pranzi tra “colleghe-segretarie-assistenti”.

 

Si creano empatia e solidarietà che scaturiscono in modo naturale e diretto.

 

Perchè?

 

Perchè si naviga sulla stessa barca, anche se in altra divisione o reparto.

Perchè solo un’altra segretaria sa che la segretaria è il saccone da pugilato su cui si sfogano tutti.

Perchè solo un’altra segretaria conosce la disperazione nel non trovare uno stupido, inutile, lercio e scassato proiettore in una riunione non pianificata.

Perchè solo un’altra segretaria sa quanto è difficile conciliare gli appuntamenti di tutti i manager super-impegnati.

Perché solo un’altra segretaria conosce il panico che attanaglia quando cade una comunicazione importante, quando non arriva un documento atteso, quando non si riesce a fissare un appuntamento, quando la stampante pensa bene di non funzionare proprio quando serve.

 

E fa di tutto –davvero di tutto- per prevenire panico in una collega. O meglio in una Collega-segretaria-Assistente!

 

That’s all, folks!
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo tanti anni a Roma…

oggi, grazie ad un cicerone di eccezione, sono finalmente andata a vedere il Quartiere Coppede’.

E’ da quando sono a Roma che ho sempre desiderato andare a vedere queste case particolari costruite da un architetto che ha creato un pizzico di Liberty a Roma.Inutile dire che son stata con il naso all’insù per tutto il tempo e che, come una bimbetta, ero riuscita a realizzare un mio desiderio…

Le case sono molto particolari, in stile Liberty con decorazioni nelle facciate. E poi rosoni, angeli incastonati in colonne aggraziate, arzigogoli architettonici, case con torrette, fontane allegre…

Da non perdere.  Non fosse altro per la sensazione di fantasia da cui si viene avvolti.

Mino quando verrai ci andremo, tranquillo…


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pulizie di primavera

Ebbene le pulizie di casa si sono allargate: ho cambiato l’arredamento del blog, mettendo una foto e cambiando un po’ i colori e l’impostazione.
Mi devo abituare anche io…
Però a dirla tutta mi ero un po’ stancata del precendente tema.
Questa nuova casetta è primaverile, allegra e diversa!

Benvenuti, dunque.

Edit: ho cambiato circa 10 temi dal commento di Melania. Dovrei essere convinta ma non lo sono troppo. Oggi va così…

 

E volavo, volavo, volavo

C’erano dei luoghi in cui ancora non erano arrivati. In cui si poteva leggere un libro.
O, semplicemente, concentrarsi sui propri pensieri. 
 
Ora ci toglieranno anche quei piccoli paradisi volanti in cui tutto si poteva fare tranne che parlare al telefonino.
(e se dico tutto un motivo ci sarà!)
 
Non c’erano suonerie imbarazzanti (per la loro assurdità) e imbarazzanti racconti di vita.
Che tanti, a breve, dovranno subire in devoto ascolto.
Storie iniziate, storie in agonia, storie passate e riesumate, lavoratori scontenti, dipendenti esaltati, figli delusi e genitori annoiati.
 
A breve su tutte le tratte sarà possibile utilizzare il telefonino.
Non ci sarà più la gara dell’accensione di massa subito dopo l’atterraggio. Con tutte le lucette e le suonerie che in ordine sparso si sentivano.
Seguiti, giusto qualche minuto dopo, dall’orchestra dei messaggini in arrivo…
 
Eh no. Avremo la fortuna sfacciata di chi racconterà TUTTO (?) il viaggio all’amico o al genitore o al parente che lo aspetta in aeroporto.
Sentirò di persone che diranno com’è bello il Mar Tirreno dal cielo.
E chi si esalterà nel vedere le coste della Sardegna dall’alto e dovrà renderne partecipi quante più persone possibili.
 
Non abbiamo scampo.
Ci sono rimaste le metropolitane, ma a Parigi i cellulari funzionavano anche lì.
 
Ma poi… I cellulari non interferivano con gli strumenti di bordo?
Che hanno fatto? Hanno cambiato tutta la strumentazione aeronautica?
 
Mi sa che è tardi per fare la prova cellulare acceso…
 
Ora si può!
 

IL Sogno…

Era un sogno. Solo un sogno.

Ma era intenso e noi eravamo come mai siamo stati.

Eravamo come avevo sempre sognato fossimo.

Come avevo sperato, per tanti lunghi anni.

Anche l’anno dell’America. Che poi era culminato con la mia lettera fiume (6 pagine scritte in piccolo) a seguito del tuo libercolo.

E poi quella mia chiamata alle 2 di notte –ora italiana. Con tua mamma che mi ha chiesto un paio di volte se fossi sicura di volerti svegliare.

Certo che ero sicura. Dovevo farti sentire che c’ero. A distanza ma c’ero.

Con il pensiero di tornare presto.

(anche) da te.

 

Ci sarei stata sempre. E tu lo sai.

Lo sapevi e lo hai sempre saputo.

E anche tu c’eri. Lo sapevo anche io.

Il nostro cercarci ovunque nel mondo, il nostro capirci al volo, il nostro essere così simili.

Le tue telefonate sempre e comunque. Non importava dove fossi: chiamavi me.

“LA!”! Dicevi. Ed io rispondevo ”IL!”.

Da quel momento le distanze non c’erano più.

Il mondo non c’era più.

C’eravamo solo noi due.
IL e LA. Le due essenze in una sola anima. Il tutto lì. Con noi due.

 

 

Finalmente nel sogno tu eri al mio fianco contro il mostro che cercava di entrare in casa.

E finalmente ho potuto abbracciarti. E finalmente tu hai detto le parole che avevo sempre sognato di sentirti dire.

Tu ed io.

Solo noi due.

 

Stanotte sei entrato nel mio sogno.

 

Grazie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi ero già preoccupata!

Il nuovo ufficio è pieno di piante…  Da vaso. Grandi e piccole. Belle e molto curate…Proprio in questi giorni pensavo se avessi dovuto prendermene cura io.
Non ho il pollice verde. Amo le piante.

Vederle.

In casa d’altri.

Io non so gestirle. Non riesco a farle sopravvivere, quindi soprattutto per il loro bene preferisco non dovermene prendere cura.

Quindi ero davvero preoccupata che, tra le mie mansioni segretariali, ci fosse anche quella di curare le piante ufficiali (dell’ufficio)…

Invece questa mattina si son presentati due giovanotti di verde vestiti che, armati di annaffiatoi e spruzzini, si sono devotamente dedicati ai 7 vasi presenti…

 

Non c’è che dire: queste piante sono decisamente nate sotto una buona stella…

6 cose che amo

Seguendo l’invito di Mary Francis ecco 6 cose che amo…

1. amo gli animali. Tutti. Nessuno escluso (compresi ragni, serpenti, insetti e pipistrelli). Non ho paura di nessuno di loro… In primis naturalmente amo i miei due gatti: Vlad dal pelo nero e setoso e Mirto poverogattocieco tigrato

2. amo i tramonti. Da casa mia a Sassari c’è un panorama meraviglioso e quando ero più piccola avevo l’abitudine di fare rullini e rullini di foto di tramonti. Quando poi mio padre andava a sviluppare le foto rientrava sempre incavolato per le foto -a suo dire- sprecate. Ora in questa nuova casa a Roma c’è un discreto panorama… Magari una sera di queste scatto una bella foto…

3.  amo il profumo del caffé ma non il suo sapore. Mi piacciono tutte le cose a base di caffé ma non il caffé vero e proprio (a meno che non sia caffé completo - una specialità in un bar di Roma)

4.  amo ascoltare la radio che per tanto tempo avevo snobbato. E ora mi fanno compagnia “Tutto esaurito” di Radio 105 la mattina mentre vado al lavoro. E al rientro, se faccio in tempo, “Pinocchio” su Radio DJ con la Pina che tanto mi ricorda la mia amica Manù. E allora, siccome lei è lontana, con la Pina la sento un po’ più vicina.

5. amo il rumore della pioggia. Il suo sottofondo mi concilia il sonno la sera.

6.  amo i thriller, i gialli, i libri, i telefilm e i film “de paura”.  Sono macabra, lo so. Ma mi appassionano le storie di cronaca nera, di serial killer e simili… E amo Carlo Lucarelli. Come uomo (mi ispira che devo fa’?) e come autore… Anzi Carlo se leggi queste righe….

Invito a giocare

Mino

Lindaocchibelli

Manù

Tytty

Lupina

Accazu

Come si gioca? Semplice… Nominate chi vi ha nominato nel gioco, dite le 6 cose che amate e coinvolgete altri vostri amici blogger comunicandogli di averli scelti!

 

 

 

 

 

 

 

Pagina Successiva »