ovvero… Solidarietà tra Segretarie.
O forse dovrei dire Assistenti.
Fatto è che, da poco meno di un mese, ho iniziato il mio nuovo lavoro.
La società in cui lavoro come Segretaria di Direzione è un colosso italiano. Un calderone grande e capiente. Dispersivo e macchinoso.
Con procedure cervellotiche e complicate.
Però… in tutto questo marasma inconcepibile e difficile da “individuare” c’è una luce.
Luce è quando ci si sente tra colleghe-Segretarie-Assistenti.
Tutto diventa semplice, comprensibile. Quasi come se fosse la cosa più naturale. Anche le richieste più bislacche hanno una soluzione.
Le conversazioni iniziano sempre con “Buongiorno. Sono Lorella l’Assistente del Dott. XXX. Mi chiedevo se può aiutarmi”
La risposta veloce come uno scatto atletico è sempre la stessa “Dai diamoci del tu. Tra segretarie…”
Da quel momento in poi tutto è in discesa: prenotare sale riunioni, trovare proiettori, fissare appuntamenti con capi impegnatissimi.
E, per un paio di volte, anche pranzi tra “colleghe-segretarie-assistenti”.
Si creano empatia e solidarietà che scaturiscono in modo naturale e diretto.
Perchè?
Perchè si naviga sulla stessa barca, anche se in altra divisione o reparto.
Perchè solo un’altra segretaria sa che la segretaria è il saccone da pugilato su cui si sfogano tutti.
Perchè solo un’altra segretaria conosce la disperazione nel non trovare uno stupido, inutile, lercio e scassato proiettore in una riunione non pianificata.
Perchè solo un’altra segretaria sa quanto è difficile conciliare gli appuntamenti di tutti i manager super-impegnati.
Perché solo un’altra segretaria conosce il panico che attanaglia quando cade una comunicazione importante, quando non arriva un documento atteso, quando non si riesce a fissare un appuntamento, quando la stampante pensa bene di non funzionare proprio quando serve.
E fa di tutto –davvero di tutto- per prevenire panico in una collega. O meglio in una Collega-segretaria-Assistente!








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