Il tempo si è come fermato, quasi a volermi concedere di ascoltarlo e osservarlo meglio.
Ora i ricordi sono lì, sparsi come fogli in una scrivania vissuta. Tocca a me prenderli uno per uno e imprimerli bene nella memoria.
Per ricordare sempre le tue parole, e le mie. Per provare a dare un senso a tutto questo che mi circonda e mi inebria. Per fare in modo di non credere ai silenzi che inevitabili esplodono. Silenzi che mi fanno male.Devo finire il puzzle di noi. Ho iniziato dalla cornice, cercandone i pezzi in mezzo agli altri, e ora sto entrando nel profondo. Sempre di più. Nei piccoli spazi interni di noi…
Devo avere tempo, però… E sto cercando di trovare il modo di rallentare una macchina impazzita a cui non funzionano i freni.
Per ricordare sempre le tue parole, e le mie. Per provare a dare un senso a tutto questo che mi circonda e mi inebria. Per fare in modo di non credere ai silenzi che inevitabili esplodono. Silenzi che mi fanno male.Devo finire il puzzle di noi. Ho iniziato dalla cornice, cercandone i pezzi in mezzo agli altri, e ora sto entrando nel profondo. Sempre di più. Nei piccoli spazi interni di noi…
Devo avere tempo, però… E sto cercando di trovare il modo di rallentare una macchina impazzita a cui non funzionano i freni.
Rallentare per capire e capire per rallentare.
E ancora occhi negli occhi. Un’altra volta. Ancora.
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