Il tempo si è come fermato, quasi a volermi concedere di ascoltarlo e osservarlo meglio.
Ora i ricordi sono lì, sparsi come fogli in una scrivania vissuta. Tocca a me prenderli uno per uno e imprimerli bene nella memoria.
Per ricordare sempre le tue parole, e le mie. Per provare a dare un senso a tutto questo che mi circonda e mi inebria. Per fare in modo di non credere ai silenzi che inevitabili esplodono. Silenzi che mi fanno male.Devo finire il puzzle di noi. Ho iniziato dalla cornice, cercandone i pezzi in mezzo agli altri, e ora sto entrando nel profondo. Sempre di più. Nei piccoli spazi interni di noi…
Devo avere tempo, però… E sto cercando di trovare il modo di rallentare una macchina impazzita a cui non funzionano i freni.
Per ricordare sempre le tue parole, e le mie. Per provare a dare un senso a tutto questo che mi circonda e mi inebria. Per fare in modo di non credere ai silenzi che inevitabili esplodono. Silenzi che mi fanno male.Devo finire il puzzle di noi. Ho iniziato dalla cornice, cercandone i pezzi in mezzo agli altri, e ora sto entrando nel profondo. Sempre di più. Nei piccoli spazi interni di noi…
Devo avere tempo, però… E sto cercando di trovare il modo di rallentare una macchina impazzita a cui non funzionano i freni.
Rallentare per capire e capire per rallentare.
E ancora occhi negli occhi. Un’altra volta. Ancora.
Ciao Lorella.
In certi momenti è necessario rallentare, è proprio un bisogno fisico e mentale.
Ti abbraccio, forte
(ho scoperto che sei nata lo stesso giorno di mia figlia Giulia)
Rallenta, frena, non fare le cose di fretta. La verità ha bisogno di tempo e di calma…
Un bacio, con l’affetto di sempre.
dài nun fà accussì…siamo tutti a te vicini vicini e ti vogliamo un sacco bbbene
I puzzle mi spaventano. Alla fine manca sempre un pezzo.
per conoscersi occorre andare piano piano, per conoscere l’altro e conoscrsi nel contesto della coppia (mia nonna diceva che bisognava consumare non so quanto sale) ancora di più.
Un abbraccio
Grazie per essere passata da me.
Ti leggo in balia dei tuoi pensieri.
Getta l’ancora in un posto tranquillo, che conosci, e aspetta che la tempesta passi.
Perchè passerà.
Il problema dei puzzle non è farli, è appenderli e evitare che i pezzi si stacchino uno dopo l’altro.
oh si….fermarsi…riflettere…capire, è quello che serve anche a me. ma nella vita poi mi è sempre successo di essere all’improvviso folgorata da illuminazione che rende tutto finalmente chiaro…chissà se succederà anche qs volta…
Ho scritto un post sul rallentare per capire.Se senti il bisogno di costruire e scandagliare la tua vita (il tuo rapporto se non ho capito male) fino nel profondo è giusto che tu lo faccia: bisogna lasciare spazio alle nostre necessità, se queste sono veramente tali. Rimandare non ha alcun senso.
Alcuni vivono vite perfette, dove mai viene posta una domanda, mai un’esitazione: tutto pare già scritto nella loro vita e tutto va come è stato scritto, senza quasi mai un ostacolo.
Ma la maggior parte delle nostre vite sono ben diverse: non sono chiuse come cerchi perfetti, ma seguono linee morbide e sinuose, che salgono, scendono, curvano, a volte si restringono e si inerpicano, ma quasi mai sono uguali.
L’importante è seguire la propria rotta, anche se spesso non si scorge la meta…
Bella l’immagine del puzzle…rende molto l’idea.
Piacere di averti letto!
come ispira il dolore.
Belle cose hai scritto. Si, rallenta, Lorelluzza e prenditi il tuo tempo.
Un abbraccio, se vuoi ci sono sempre.
Conosci Sonia Maggy Guerra? Il suo motto è: “Vivi con lentezza, goditi la brezza!!” Bisogna rallentare la frenesia di fare tutto di corsa. Siamo stressati ed esauriti perché ci logoriamo con troppe attività inutili. Bisogna operare delle selezioni. E ogni tanto occorre avere il coraggio di oziare. Il dolce far niente, se usato oculatamente, è una terapia meravigliosa. Staccare per un po’ permette alla mente di fare l’inventario. Ho reso l’idea? E’ rinnovarsi ecc.