Lei si chiama B. -nome che io da piccola adoravo.
Ma dal primo giorno in cui l’ho vista -o meglio sentita- l’ho soprannominata Zeppola.
Le sue S che sibilano e si scontrano con i denti sono davvero uniche ed esilaranti.
E lei svampita, strana e tutto sommato simpatica (e ho scelto apposta aggettivi con la S).
Le S la seguono in tutti i discorsi. Pare scelga dal vocabolario le parole che le contengano
Esilaranti sono i suoi racconti, ultimo quello della sua vacanza a Cortina (e strano che non sia andata a S. Moritz) e stupende le parole che sceglie tra tante… spazzaneve, maestro di sci, riposo, stanchezza…
E poi le proteste sulla nuova sua postazione di lavoro, da lei non apprezzata come non apprezzata la sua nuova responsabile. “La postazione è scura, sono da sola, non ho stimoli, non mi piace il lavoro”
Lei ed il suo ridere di gola per poi, dopo un nanosecondo, tornare ad essere seria. Mi inquietò la prima volta che glielo vidi fare… Pareva poSSeduta
Lei ed il suo parlare velocissima, lei e i suoi orari bislacchi, lei e la sua bimba con le codette.
Non abbiamo niente in comune, anzi… Siamo lontane anni luce l’una dall’altra, ma devo dire che mi manca la sua presenza…
Le sue S… Così strane… Come lei… Ma così tanto LEI… o dovrei dire essa… Anzi… Esse… 




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