Archive for the 'Uncategorized' Category

La zeppola, collega esilarante

Lei si chiama B. -nome che io da piccola adoravo.
Ma dal primo giorno in cui l’ho vista -o meglio sentita- l’ho soprannominata Zeppola.
Le sue S che sibilano e si scontrano con i denti sono davvero uniche ed esilaranti.
E lei svampita, strana e tutto sommato simpatica (e ho scelto apposta aggettivi con la S).
Le S la seguono in tutti i discorsi. Pare scelga dal vocabolario le parole che le contengano
Esilaranti sono i suoi racconti, ultimo quello della sua vacanza a Cortina (e strano che non sia andata a S. Moritz) e stupende le parole che sceglie tra tante… spazzaneve, maestro di sci, riposo,  stanchezza… 
E poi le proteste sulla nuova sua postazione di lavoro, da lei non apprezzata come non apprezzata la sua nuova responsabile. “La postazione è scura, sono da sola, non ho stimoli, non mi piace il lavoro”

Lei ed il suo ridere di gola per poi, dopo un nanosecondo, tornare ad essere seria. Mi inquietò la prima volta che glielo vidi fare… Pareva poSSeduta

Lei ed il suo parlare velocissima, lei e i suoi orari bislacchi, lei e la sua bimba con le codette.

Non abbiamo niente in comune, anzi… Siamo lontane anni luce l’una dall’altra, ma devo dire che mi manca la sua presenza…

Le sue S… Così strane… Come lei… Ma così tanto LEI… o dovrei dire essa… Anzi… Esse… eSSe

Scopetta cerca casa!

Ebbene sì.
Tedio anche voi. Voi lettori del mio blog, voi semplici navigatori della rete che vi imbattete in questo blog un po’ dimenticato da me per vari motivi.Scopetta è una micina di circa 5 mesi. Bellissima -ma quale micio non è bellissimo, diciamolo. Dolcissima ma con carattere. Insomma un personaggio, lei.
Tigrata ma con spruzzi di arancione qui e là che ne fanno una meraviglia.
Con qualche lieve connotato di tartaruga che fanno di lei uno splendore di micina.
Diventerà grande, Scopetta. Ha una coda lunghissima e ciuffi meravigliosi sopra le orecchie. Come una lince.

L’ho trovata a metà luglio in una strada a grande scorrimento. Stava ad una fermata d’autobus, Scopetta. Abbandonata di sicuro a poco meno di 3 mesi. Un attimo prima circondata da persone e poi, improvvisamente, da sola.
Io stavo sull’ultimo autobus, quello che l’ha lasciata da sola. E lei da sola aveva uno sguardo di puro terrore. Non era una micia di strada, Scopetta. Abbandonata per la strada sì, ma non di strada.
Arrivata a casa ha bevuto e mangiato come se non vedesse cibo e acqua da giorni.
Ma quello che più mi ha colpito è stata la sua fiducia totale nelle persone. Abituata alle carezze e ad essere presa in braccio, ha da sempre risposto con fusa che sembrano provenire da un trattorino.

E’ finito il periodo delle vacanze. Siete tutti tornati dalle vostre ferie. E ora per Scopetta è arrivato il momento di trovare chi la ami. Perchè non riempirvi la vita con una meraviglia così?

Ecco qualche fotina di Scopetta…

E altre le potete trovare qui

 
 

 

 

 

http://www.flickr.com/photos/9481047@N05/2696736166/in/photostream/

Scopetta sta a Roma, ma le distanze non spaventano nè me nè lei.

Mi aiutate anche solo spargendo la voce a vostri contatti?

Grazie. Anche da lei!

Forza e coraggio

Una spinta verso l’alto.
Riprendere a respirare dopo tante settimane in apnea.
Dopo aver trattenuto il fiato e i pensieri. Quasi a non volerli far scappare via.
A volerli trattenere contro la loro volontà.

E poi… finalmente… Aprire gli occhi ad una luce nuova. Cruda ma vera. Sincera anche se ingombrante.

E ripartire… Da qui.

Forza e coraggio…

Questa è per te, bastardo!

 

Il vero bastardo sei tu!

 

 

Ritorno

Un ritorno che fa male.
Che lascia l’amaro in bocca e il freddo nel cuore.
Che non risponde alle domande.
Che non chiarisce un punto oscuro.Un ritorno che non porta da nessuna parte anche se vorrei essere lontana adesso.
Lontana per stare ancora con te. Per capire. Definire. Mettere a posto questi pensieri che mi danno tormento continuo. Con cui non riesco a fare i conti perchè impetuosi e improvvisi. E imprevisti. E inaspettati. E…

La partenza non è servita. Pensavo di sì. Pensavo di avere tutto chiaro.

 

Sbagliavo. Sbagliavo tutto. E ora non mi resta niente. Se non i pensieri che volano a te. Se non i dubbi che ho nel cuore e nell’anima.Avrei dovuto capirlo. Avrei dovuto fidarmi di te. O forse no… Forse sto sbagliando tutto. O forse no…

 

 

 

Iniziamo a contare

Me ne son ritrovate un paio in casa di zanzarette…
E’ il loro periodo. Inevitabile.Non le uccido però: piuttosto provo a farle uscire di casa (ho problemi grossi, lo so!) e mi adiro perchè anche Mirto poverogattocieco gli da’ la caccia (con discreto successo, peraltro). Che devo fare? Mi fanno pena…

Hanno iniziato a fare quello che ci si aspetta da loro: pungere…

Io non so se sia vera o no la storia del sangue cattivo. Fatto è che le mie punture di zanzara sono microscopiche. Sembra davvero che non sia gradito il mio sangue…

Ho un ricordo lontanissimo di me ad Alghero nel residence in cui avevamo casa. C’era un parco giochi in cui noi ragazzi stavamo le sere… Ebbene… Io le osservavo le zanzare. Si posavano su di me, facevano una danza e poi pungevano…

Sarà che non mi pungono… Ma non riesco ad accopparle…

E poi il loro arrivo lo associo all’estate!

Comunque -per giusto dovere di cronaca- ne ho già 5; tutte sul braccio destro e davvero piccine piccio’

 

Mi ero già preoccupata!

Il nuovo ufficio è pieno di piante…  Da vaso. Grandi e piccole. Belle e molto curate…Proprio in questi giorni pensavo se avessi dovuto prendermene cura io.
Non ho il pollice verde. Amo le piante.

Vederle.

In casa d’altri.

Io non so gestirle. Non riesco a farle sopravvivere, quindi soprattutto per il loro bene preferisco non dovermene prendere cura.

Quindi ero davvero preoccupata che, tra le mie mansioni segretariali, ci fosse anche quella di curare le piante ufficiali (dell’ufficio)…

Invece questa mattina si son presentati due giovanotti di verde vestiti che, armati di annaffiatoi e spruzzini, si sono devotamente dedicati ai 7 vasi presenti…

 

Non c’è che dire: queste piante sono decisamente nate sotto una buona stella…

6 cose che amo

Seguendo l’invito di Mary Francis ecco 6 cose che amo…

1. amo gli animali. Tutti. Nessuno escluso (compresi ragni, serpenti, insetti e pipistrelli). Non ho paura di nessuno di loro… In primis naturalmente amo i miei due gatti: Vlad dal pelo nero e setoso e Mirto poverogattocieco tigrato

2. amo i tramonti. Da casa mia a Sassari c’è un panorama meraviglioso e quando ero più piccola avevo l’abitudine di fare rullini e rullini di foto di tramonti. Quando poi mio padre andava a sviluppare le foto rientrava sempre incavolato per le foto -a suo dire- sprecate. Ora in questa nuova casa a Roma c’è un discreto panorama… Magari una sera di queste scatto una bella foto…

3.  amo il profumo del caffé ma non il suo sapore. Mi piacciono tutte le cose a base di caffé ma non il caffé vero e proprio (a meno che non sia caffé completo – una specialità in un bar di Roma)

4.  amo ascoltare la radio che per tanto tempo avevo snobbato. E ora mi fanno compagnia “Tutto esaurito” di Radio 105 la mattina mentre vado al lavoro. E al rientro, se faccio in tempo, “Pinocchio” su Radio DJ con la Pina che tanto mi ricorda la mia amica Manù. E allora, siccome lei è lontana, con la Pina la sento un po’ più vicina.

5. amo il rumore della pioggia. Il suo sottofondo mi concilia il sonno la sera.

6.  amo i thriller, i gialli, i libri, i telefilm e i film “de paura”.  Sono macabra, lo so. Ma mi appassionano le storie di cronaca nera, di serial killer e simili… E amo Carlo Lucarelli. Come uomo (mi ispira che devo fa’?) e come autore… Anzi Carlo se leggi queste righe….

Invito a giocare

Mino

Lindaocchibelli

Manù

Tytty

Lupina

Accazu

Come si gioca? Semplice… Nominate chi vi ha nominato nel gioco, dite le 6 cose che amate e coinvolgete altri vostri amici blogger comunicandogli di averli scelti!

 

 

 

 

 

 

 

primo sms della mattina

Me lo manda Marina
Ed esprime quello che provo anche io…

svegliarsi la mattina e pensare che ci aspettano 5 anni di psiconano… Che tristezza

Lei parla di risveglio… ma la notte? Non ci potevo pensare… Non ha ancora iniziato e già non lo sopporto: lui e i suoi denti finti, i capelli finti, il sorriso finto, i tacchi finti… E’ finto! E non lo sopporto… Non so dove ci porterà questa scelta. Dal canto mio avrei tanto voluto che quel “pazzo” in piazza Navona avesse avuto più coraggio! Così! Una botta e via!
E che diamine… Se si fa una cosa la si fa bene: non la si lascia a metà!

5 anni… Non ci posso pensare…

Non ho soluzioni…

O forse sì: le macumbe…

Attendere, prego…

E’ proprio vero: quando aspetti qualcosa sembra che il tempo non passi mai!
Sto aspettando una telefonata. Di quelle universalmente definibili importanti.
Di quelle che possono cambiare il corso dei prossimi mesi.
Quindi ogni volta che sento il cellulare squillare ho l’ansia.
Resto in attesa, non ho alternative.

DiròVVi!

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